Da sempre l’uomo ha sentito la necessità di proteggere le informazioni sensibili per occultarle alla vista dei nemici o degli avversari. Prima ancora che nascesse l’informatica, diverse erano le tecniche che venivano usate per far sì che, seppur intercettato, fosse molto difficile leggere un messaggio in codice.

Uno dei primi cifrari che la storia ci consegna è quello attribuito a Giulio Cesare. Il cifrario di Cesare consiste in una semplice sostituzione delle lettere dell’alfabeto. In pratica dato un alfabeto di lunghezza l, una lettera dell’alfabeto in posizione k, ed un numero n, ad ogni lettera di posizione k veniva sostituita una lettera in posizione (k + n)modl dove n è per l’appunto la chiave che serve per decifrare il messaggio.

È più facile a farsi che a dirsi: l’alfabeto inglese consta di 27 lettere, dove A è la numero 0, B la numero 1 eccetera, scegliendo il numero 3 (lo stesso di Giulio Cesare), alla lettera A viene sostituita la lettera D, alla B la E e così via.

Provate a decifrare il seguente messaggio generato secondo il cifrario di Cesare, la soluzione la prossima settimana!

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